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Guerra in Medio Oriente: le regioni italiane che rischiano di perdere di più con il rallentamento dell’export

mappa dell’Italia con euro, petrolio e grafico economico in calo per l’impatto della guerra in Medio Oriente sull’export

Le tensioni in Medio Oriente non hanno effetti solo geopolitici ma anche economici molto concreti. Per un Paese esportatore come l’Italia ogni crisi che coinvolge l’area del Golfo può riflettersi direttamente sulle imprese, sulle filiere industriali e sui territori che dipendono maggiormente dai mercati esteri.

Negli ultimi anni il Medio Oriente è diventato uno dei mercati più dinamici per il made in Italy. Le esportazioni verso i Paesi della regione hanno registrato una crescita sostenuta e per molte aziende rappresentano una quota importante del fatturato. L’allargamento del conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele però rischia di rallentare questa traiettoria e di colpire alcune regioni italiane più di altre.

I dati elaborati da Confartigianato su statistiche Istat mostrano che il valore complessivo dell’export italiano verso il Medio Oriente ha raggiunto circa 27,8 miliardi di euro. Si tratta dell’1,28% del Pil nazionale e di oltre il 4,6% dell’export manifatturiero complessivo.

Ancora più significativo è il ritmo di crescita registrato negli ultimi mesi. Tra gennaio e novembre 2025 le esportazioni italiane verso l’area mediorientale sono aumentate del 7,9%, una dinamica molto più rapida rispetto alla crescita media dell’export globale italiano che si è fermata attorno al 3,1%.

Quanto pesa il Medio Oriente per l’export italiano

Il Medio Oriente rappresenta da tempo uno dei mercati più interessanti per molte imprese italiane. La domanda riguarda soprattutto macchinari industriali, prodotti della moda, componenti meccaniche e beni di lusso. In diversi casi si tratta di produzioni ad alto valore aggiunto che caratterizzano il tessuto industriale italiano.

Secondo i dati di Istat e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’export verso quest’area è cresciuto soprattutto grazie agli investimenti infrastrutturali dei Paesi del Golfo e alla forte domanda di prodotti di qualità.

Il problema è che un’escalation militare nella regione può rallentare gli scambi commerciali, aumentare i costi energetici e generare instabilità nei mercati finanziari internazionali. Tutti fattori che rischiano di ridurre la capacità di acquisto dei Paesi importatori.

Le regioni italiane più esposte in valore assoluto

Guardando ai numeri dell’export manifatturiero verso il Medio Oriente emergono differenze territoriali molto marcate. Alcune regioni hanno sviluppato negli anni relazioni commerciali molto intense con questi mercati.

Regione Export verso Medio Oriente (milioni €)
Lombardia 8.159
Toscana 4.065
Emilia-Romagna 3.442
Veneto 3.338
Friuli-Venezia Giulia 725

 

La Lombardia è quindi la regione con la maggiore esposizione commerciale in termini di valore complessivo delle esportazioni. Il dato riflette la forte presenza di industrie meccaniche, manifatturiere e tecnologiche che operano sui mercati internazionali.

Seguono Toscana, Emilia-Romagna e Veneto, regioni caratterizzate da distretti industriali altamente specializzati e da un tessuto imprenditoriale fortemente orientato all’export.

La Toscana è la regione più esposta rispetto al Pil

Se invece si analizza il rapporto tra export verso il Medio Oriente e prodotto interno lordo regionale il quadro cambia sensibilmente.

In questo caso è la Toscana a risultare la regione più esposta. Le esportazioni verso i Paesi mediorientali rappresentano infatti circa il 2,94% del Pil regionale, una quota molto più elevata rispetto alle altre regioni italiane.

Regione Export verso Medio Oriente (% Pil)
Toscana 2,94%
Emilia-Romagna 1,79%
Veneto 1,69%
Lombardia 1,67%
Friuli-Venezia Giulia 1,61%
Piemonte 1,24%
Marche 1,20%
Liguria 1,17%
Lazio 0,64%
Campania 0,41%

 

Questo significa che un eventuale rallentamento della domanda proveniente dall’area mediorientale potrebbe avere effetti più sensibili proprio sulle economie regionali più integrate con quei mercati.

I settori italiani più richiesti nei Paesi del Golfo

Le esportazioni italiane verso il Medio Oriente sono concentrate soprattutto in alcuni comparti industriali molto specifici.

Settore Export (milioni €)
Macchinari e apparecchi 6.973
Metalli e prodotti in metallo 2.697
Mezzi di trasporto 2.604
Sistema moda 2.406

Accanto alle grandi industrie rimane molto rilevante il contributo delle micro e piccole imprese, soprattutto nei settori dell’alimentare, dell’arredo, della moda e della gioielleria. Insieme queste produzioni generano oltre 8,6 miliardi di euro</strong di esportazioni verso l’area mediorientale.

Gli Emirati Arabi Uniti sono il principale mercato

Tra i Paesi dell’area gli Emirati Arabi Uniti</strong rappresentano il principale partner commerciale per l’Italia. Le esportazioni italiane verso questo mercato hanno raggiunto circa 9,1 miliardi di euro</strong e nel 2025 hanno registrato una crescita del 18,5%.

Seguono l’Arabia Saudita</strong con oltre 6,3 miliardi di euro</strong di importazioni di prodotti italiani e mercati in forte espansione come Kuwait e Libano.

Questa crescita è legata in gran parte agli investimenti infrastrutturali e industriali dei Paesi del Golfo, che richiedono tecnologie, macchinari e competenze presenti nel sistema produttivo italiano.

Le possibili mosse del governo italiano

Di fronte al rischio che la crisi geopolitica rallenti le esportazioni, il governo italiano sta valutando diverse iniziative diplomatiche e commerciali.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso</strong ha indicato tra le priorità la possibilità di accelerare un accordo di libero scambio con gli Emirati Arabi Uniti</strong e con il Consiglio di cooperazione del Golfo, una mossa che potrebbe rafforzare ulteriormente i rapporti commerciali con l’area.

Secondo il ministero, rafforzare gli accordi commerciali e sostenere le imprese esportatrici potrebbe diventare decisivo se il conflitto dovesse prolungarsi e generare instabilità economica nella regione.

 

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ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2026 9:56

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